L’installazione “Paradiso” di Lenz fondazione al Ponte Nord

Ponte Nord – 11/22 settembre

PARADISO. UN PEZZO SACROPONTE NORD_FESTIVAL VERDI 201711 | 22 ottobre
TEATRO REGIO DI PARMA/LENZ FONDAZIONE

Dentro il grande ponte d’acciaio e vetro, il “regno della pura intuizione” e “categoria mentale dell’inconoscibile” – come ebbe a definire il Paradiso dantesco il linguista e critico letterario Salvatore Battaglia – debutta in prima assoluta PARADISO. Un Pezzo Sacro di Lenz Fondazione, commissione in esclusiva per il Festival Verdi 2017. L’installazione site-specific verrà presentata con un grande coro di voci femminili, azioni performative d’attrici, elaborazioni musicali originali e immagini virtuali. La musica divina delle Laudi alla Vergine Maria di Verdi e le terzine di Dante comporranno una drammaturgia ampia e variegata diretta a riempire di grazia estatica e materia contemporanea questo spazio urbano privo, per ora, di funzione pubblica ma manufatto monumentale la cui figura ondeggia come corpo sospeso nell’aria.

Il vero incontro tra Verdi e Dante avviene con Le Laudi alla Vergine Maria, dall’ultimo canto del Paradiso, incluse nei Quattro Pezzi sacri del 1898. È una composizione di carattere sacro per coro di soprani e contralti, voci femminili senz’accompagnamento: la santa orazione di S. Bernardo vi è intonata con pura trasparenza sonora, con l’essenzialità della polifonia classica. Un Verdi che guarda alla polifonia antica che, come scrive Massimo Mila, con i Quattro pezzi sacri assicura «la continuità storica della Cantata dai tempi di Bach a quelli di Stravinskij: senza di loro il filo della tradizione si sarebbe spezzato».

Il Canto XXXIII del Paradiso di Dante Alighieri si apre con la preghiera alla Vergine che San Bernardo rivolge a Maria, affinché Dante possa assistere alla visione di Dio. I primi versi sono per la Vergine, poi seguono quelli per permettere al Poeta di alzare lo sguardo sino a Dio, senza perdere l’uso delle facoltà umane. Dante guarda verso l’alto cercando di vedere e penetrare la luce divina, di avvertire la percezione dell’unità dell’Universo in Dio, la rivelazione della Trinità e del mistero dell’Incarnazione. L’ultimo canto dell’intera commedia si compie nel luogo della visione di Dio, dell’estasi totale.

L’installazione riempie lo spazio di involucri-sarcofagi molli-sacchi mortuari a terra, all’interno dei quali forme pesanti emettono suoni e movimenti fino a presentarsi progressivamente con forme umane. L’opera scenica realizzata per il Paradiso si innesta sulle figurazioni sacre di Piero della Francesca per farsi pienamente contemporanea secondo la lezione delle ‘pitture’ immaginifiche di Jannis Kounellis. L’innalzamento dal basso all’alto progredisce di pari passo con l’intonazione, prima singola e poi corale, delle Laudi. Altre figure femminili, attrici storiche di Lenz e dei diversi laboratori sensibili, accompagnano la moltitudine verso il piano superiore, attraversando scale e percorsi testuali, visuali, di luce fino a raggiungere la condizione del distacco definitivo, della sparizione dei corpi, di cui rimangono soltanto scie materiche oscillanti.
“Il colossale fiume di luce scorto da Dante assomiglia in tutto e per tutto al “mare” di Dirac, soprattutto in virtù di quelle scintille vive che escono da esso per poi rientrarvi, esattamente come le particelle che si riuniscono alle corrispettive antiparticelle, dissolvendosi in pura energia!” La composizione dell’imagoturgia riprende visioni e relazioni della scienza quantistica che sembrano, a posteriori, ridisegnare il Paradiso dantesco con le geometrie delle teorie più recenti.

La drammaturgia musicale si è concentrata in particolare sulla forma musicale della composizione sacra verdiana, con variazioni di tempo e timbro, fluttuazioni e ondulazioni d’altezza, sull’elaborazione degli accordi.

Il Paradiso di Lenz Fondazione è un viaggio di progressivo apprendimento estetico, una salita collettiva di coro, attrici e spettatori verso una superiore dimensione etica, una ricerca costante della verità illuminata che solo una particolare sensibilità oltre l’intelletto, uno stato sovrasensibile e misterioso, nella sua estrema debolezza può raggiungere.
settembre 2017LENZ FONDAZIONE

Date

Ott 11 2017

Time

08:00 - 18:00