UNA NOTTE SBAGLIATA
di e con Marco Baliani
regia Maria Maglietta
scene, luci, video Lucio Diana
paesaggi sonori Mirto Baliani
costumi Stefania Cempini
disegni Marco Baliani
direttore di produzione Marta Morico
organizzazione, distribuzione Alessandro Gaggiotti
distribuzione Ilenia Carrone
assistente di produzione Claudia Meloncelli
direzione tecnica allestimento Mauro Marasà, Roberto Bivona
comunicazione, ufficio stampa Beatrice Giongo
grafica esecutiva Fabio Leone
foto di scena Marco Parollo
produzione MARCHE TEATRO
15 marzo, ore 16.00
Teatro Due, Parma
Potente e lacerante arriva in scena a Teatro Due Marco Baliani con il suo ultimo spettacolo UNA NOTTE SBAGLIATA domenica 15 marzo alle ore 16.00.
Scritto e interpretato dallo stesso Baliani, con la regia di Maria Maglietta, il monologo narra la storia di Tano, un uomo mentalmente fragile che senza nessuna ragione razionale viene pestato a morte da alcuni agenti, la banalità del male che si manifesta senza logica, come in molti casi di cronaca che hanno scosso la coscienza civile, primo fra tutti quello di Stefano Cucchi. Il flusso narrativo di questo personaggio borderline è allo stesso tempo un viaggio nel labirinto della patologia mentale e un’analisi antropologica sulla natura della violenza, sulla sua assurdità.
Narratore dalla straordinaria capacità di catturare chi lo ascolta, Baliani continua il suo percorso nel teatro di post – narrazione ovvero una narrazione dove il linguaggio orale del racconto non riesce più a dispiegarsi in un andamento lineare, ma si frantuma, produce loop verbali in cui il Tempo oscilla, senza obbligati nessi temporali – spiega. Flussi di parole che prendono strade divaricanti mentre cercano disperatamente di circoscrivere l’accadimento di quella “notte sbagliata”.
Una manciata di minuti che si amplifica e diviene big bang di un universo di periferia, si espande nelle teste dei partecipanti all’evento risucchiando tutto come un buco nero.
Baliani, con l’ausilio di eloquenti effetti sonori e musiche di Mirto Baliani e una simbolica animazione grafica con le scene e le luci di Lucio Diana, porta in scena il corpo di un essere umano fragile che in quella notte diventa capro espiatorio su cui accanirsi. L’attore entra e esce dai corpi dei protagonisti della vicenda, compreso il cane, restituendo panorami percettivi e modi di esprimersi in continuo cambiamento in un turbine linguistico sostenuto da un corpo che agisce l’evento in maniera performativa, un corpo che si metamorfizza a mano a mano che l’azione prosegue, con gesti che richiamano le esperienze della body art degli anni Settanta, marchiando il corpo come fosse la tela dove l’Assurdo si mostra pienamente, al di là perfino delle parole. Penso che oggi la sfida che il teatro deve affrontare stia tutta nel montaggio drammaturgico, che tenga conto delle nuove percezioni con cui viene veicolata la realtà, forme comunicative con cui il teatro deve misurarsi scompaginandone gli statuti. E questo non può che avvenire attraverso visioni performative, non lineari, dove il dramma viene spezzato da incursioni continue, dove l’oralità dispersiva della voce prevalga sulla linearità della scrittura scenica.
Informazioni e biglietteria: biglietteria@teatrodue.org – tel: 0521.230242 – www.teatrodue.org
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