ABRACADABRA
di Babilonia Teatri
con Enrico Castellani, Valeria Raimondi, Francesco Scimemi, Emanuela Villagrossi
scene, costumi e disegno luci Babilonia Teatri
produzione Teatro Metastasio di Prato
con il sostegno di Operaestate/CSC di Bassano del Grappa e Ariateatro Ets
Cos’è, in definitiva, il teatro se non la magia del ritrovarsi insieme nella fiducia che, se ci credi tu e ci credo anch’io, qui dentro tutto può diventare realtà, anche l’impossibile? Nato dall’incontro con il prestigiatore Francesco Scimemi, lo spettacolo “Abracadabra” di Babilonia Teatri, in scena al Teatro di Ragazzola sabato 28 marzo alle ore 21.15, esplora il potenziale narrativo della magia, trasformandola in linguaggio teatrale in grado di affrontare temi profondi come la malattia, il lutto, la perdita. Si tratta di un vero spettacolo di magia, con un vero mago. Assistiamo a giochi di prestigio, grandi illusioni come il numero della donna che entra nel baule tagliato dalle lame di metallo. Le magie non sono solo meraviglia: sono la vita che cerca un ponte verso ciò che non si può spiegare. «Nella creazione di questo spettacolo», racconta Enrico Castellani, fondatore assieme a Valeria Raimondi della compagnia Babilonia Teatri, «siamo partiti dall’idea che uno dei temi della magia fosse la sparizione e riapparizione di qualcosa: quando sparisce un oggetto ci chiediamo sempre dove sia finito. Ma nella vita, quando perdiamo qualcuno, non abbiamo la possibilità di farlo riapparire. Lo spettacolo invece, attraverso dei giochi di magia, vuole provare ad evocare questa persona che, almeno per il tempo dello spettacolo, può tornare sul palco. Un modo per parlare della perdita andando nel profondo, e poetico, atto d’amore, ovvero continuare a mantenere una relazione con chi non c’è più attraverso di noi, attraverso il nostro ricordo». Il prestigiatore Francesco Scimemi racconta in scena della morte della compagna, avvenuta a causa di un tumore. Una sparizione repentina, con cui occorre fare i conti. Scimemi confessa di non avere alcuna intenzione di scendere a patti col dolore, di adottare logore formule retoriche di auto aiuto e, soprattutto, non ha alcuna intenzione di tradurre tutto questo in uno spettacolo consolatorio. Assieme a Emanuela Villagrossi, che ora interpreta la sua assistente, ora incarna la figura amata che scompare, il mago sceglie piuttosto di rappresentare un sentimento ruvido, una risposta epidermica allo scandalo nei confronti della morte. E così Babilonia Teatri – sul palcoscenico anche Enrico Castellani e Valeria Raimondi – da vita a uno spettacolo senza mediazioni. Le parole servono al mago per ricreare un dialogo impossibile con la sua compagna, attraverso la magia di nuove occasioni di contatto con la loro storia. O forse le parole servono per far sparire il suo dolore, colmando il vuoto lasciato dall’assenza con l’incantesimo di un amore che piega il tempo e lo spazio nell’eternità del ricordo di lei, memoria viva e presente. Tuttavia “Abracadabra” non è semplicemente uno spettacolo sull’assenza, sulla sparizione, perché il momento cardine dell’illusionismo sta piuttosto nella ricomparsa, nel momento in cui tutto – un corpo segato in due, un vetro in frantumi – si ricompone. È piuttosto un trattato sulla presenza, su ciò che permane. Perché l’illusione, l’incanto, stanno nella possibilità di invertire il flusso del tempo. Alla fine dello spettacolo, infatti, si assiste all’ultimo guizzo di magia. Una lettera, ben visibile per tutto il tempo sulla scena, viene aperta: dentro c’è un messaggio per la compagna assente, ma tra le parole ritroviamo le suggestioni che gli stessi spettatori hanno suggerito a Scimemi nel corso dello spettacolo. Ma la lettera era sigillata, com’è possibile? È possibile forse perché il tempo stesso è un’illusione, come lo è probabilmente la lettera, e come lo è, certamente, anche l’assenza.
I biglietti dello spettacolo, al costo di 16 euro, si possono prenotare al numero 339.5612798. Per altre informazioni www.teatrodiragazzola.it
TEATRO DI RAGAZZOLA
sabato 28 marzo ore 21.15
www.teatrodiragazzola.it
