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Dall’1 al 22 dicembre, “I racconti da Shakespeare” al Teatro Due

Ultimi due appuntamenti dei Racconti da Shakespeare, in programma a Teatro Due.

Mercoledì 21 dicembre

Sogno della prima notte d’estate, con Ivan Zerbinati – ore 20.30 e 21.30
Come vi piace, con Fulvio Pepe – ore 20.30 e 21.3

 Giovedì 22 dicembre 

Racconto d’inverno, con Sara Bertelà – ore 20.30 e 21.30
Timone d’Atene, con Andre di Casa – ore 20.30 e 21.30

RACCONTI DA SHAKESPEARE

Quaranta incontri per venti racconti. All’autore di teatro più famoso del mondo, William Shakespeare, Fondazione Teatro Due rende omaggio, in occasione del quadricentenario della morte, con una serie di iniziative di studio e di spettacolo (inserite nel programma di Teatro Festival 2016, parte di Reggio Parma Festival). Sono “I racconti da Shakespeare”, in programma dall’1 al 22 dicembre a Teatro Due Un’occasione rara per gli amanti del poeta inglese e per un pubblico di tutte le età di ascoltare alcune fra le opere più affascinanti del Bardo, raccontate dalla viva voce di un folto gruppo di attori, che partendo dagli adattamenti ante litteram dei fratelli Lamb, attraverso la commistione fra i racconti e gli originali shakespeariani, intrecceranno i vari linguaggi in un’operazione affine al modus operandi proprio del teatro shakespeariano: le parole (siano esse versificate o in prosa) creano una lingua ibrida e complessa che può generare una vera partitura verbale lontana dalle rigide classificazioni contemporanee.

Charles e Mary Lamb pubblicarono nel 1807 a Londra Tales from Shakespeare, raccolta di 20 drammi shakespeariani adattati for the use of young persons, ossia col preciso intento di diffondere una selezione di opere del Bardo per un pubblico di giovanissimi, augurandosi che, una volta adulti, avrebbero letto integralmente gli originali, che “arricchiscono la fantasia, rafforzano la virtù, allontanano dall’egoismo e dalla venalità”, come scrissero alla fine della prefazione. Gli autori riscrissero in prosa le storie shakespeariane, eliminando talvolta personaggi e trame secondarie, trasformando spesso i dialoghi in discorsi indiretti, servendosi però quasi esclusivamente di termini e idiomatismi già in uso nell’inglese anteriore al XVII secolo. Ne è risultato un classico per la letteratura inglese paragonabile al Pinocchio nostrano, che ha conquistato un pubblico più vasto e di tutte le età.

Info su www.teatrodue.org

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Scritto da oggiaparma