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Sabato 21 e domenica 22 febbraio – Lo Zoo di Vetro di Tennessee Williams
, al Teatro Due

ZOO3Ormai un habitué delle Stagioni di Fondazione Teatro Due, torna a Parma Arturo Cirillo, regista e attore napoletano, adorato da critica e pubblico, geniale lettore dei classici del teatro internazionale. Dopo averlo visto cimentarsi, fra gli altri, con Molière e Ruccello, eccolo affrontare LO ZOO DI VETRO di Tennessee Williams un classico della drammaturgia americana del ’900 (divenuto anche un lungometraggio diretto da Paul Newman nell’87), con sguardo acuto e visionario, mostrando meccanismi familiari sempre attuali e personaggi reali nell’Italia di oggi come negli Stati Uniti degli anni ‘40. Lo spettacolo, interpretato da Milvia Marigliano, Monica Piseddu, Arturo Cirillo, Edoardo Ribatto, sarà in scena a Teatro Due, sabato 21 febbraio alle ore 21.00 e domenica 22 alle ore 16.00.

è un , secondo la definizione dello stesso Tennessee Williams, cioè è un testo dalla doppia natura: realistico nella descrizione dei rapporti tra i personaggi, ma totalmente onirico rispetto al tempo della vicenda e al tempo della sua rappresentazione” – ha affermato il regista Arturo Cirillo. “Potente messa in scena dell’atto del ricordare e del rapporto con il passato come luogo del rimpianto, qui , si dice nel testo. Al centro della vicenda il fallimento di una famiglia, una madre che vive ancorata al ricordo di una giovinezza dorata, un gruppo di ex-giovani ormai senza più età.”

“Lo zoo di vetro è un dramma di memoria, secondo la definizione dello stesso Tennessee Williams, cioè è un testo dalla doppia natura: realistico nella descrizione dei rapporti tra i personaggi, ma totalmente onirico rispetto al tempo della vicenda e al tempo della sua rappresentazione” – ha affermato il regista Arturo Cirillo. “Potente messa in scena dell’atto del ricordare e del rapporto con il passato come luogo del rimpianto, qui il futuro diventa presente, il presente passato, e il passato un eterno rimpianto, si dice nel testo. Al centro della vicenda il fallimento di una famiglia, una madre che vive ancorata al ricordo di una giovinezza dorata, un gruppo di ex-giovani ormai senza più età.”

Lo zoo di vetro di Williams rappresenta l’inganno dell’immaginario, non è casuale la grande importanza, data dall’autore, all’atto del proiettare. Il riflettore teatrale che il narratore/figlio punta sui personaggi, i molteplici film nei cinema dove si rifugia Tom per sfuggire alla realtà, e anche gli stessi animaletti di vetro che compongono lo zoo del titolo sono l’emblema della fragilità e della finzione: sono essenze quasi prossime all’assenza, non a caso trasparenti.

“I testi di Williams, e in particolar modo Lo zoo di vetro, – ha aggiunto Cirillo – mi ricordano il teatro di un autore a me molto caro: Annibale Ruccello, che infatti cita spesso lo scrittore americano tra i suoi amori letterari. Come in Ruccello vedo qui dei personaggi violentemente attaccati alle proprie illusioni, come la madre, la signora Amanda Wingfield, centro e origine di tutte le patologie, ma vittima lei stessa del confronto con le spietate leggi della realtà. Troviamo poi l’alcolismo, la solitudine, l’assenza del padre, la giovinezza come un tempo perduto, tutti temi universali, che la maestria dell’autore rende condivisibili dal pubblico di oggi. Credo che come per tutti gli autori teatrali molto autobiografici, anche se in un modo misterioso e metaforico, si debba ricercare una propria personale narrazione, fare dei personaggi degli altri possibili noi stessi. Come credo che facesse Tennessee Williams, soprattutto con le sue eroine, eroine destinate all’insuccesso e alla solitudine, relegate a vivere nel teatro, e a risplendere a ogni nuova accensione della luce su di loro”.

Informazioni: biglietteria@teatrodue.org – Tel: 0521/230242

LO ZOO DI VETRO

di Tennessee Williams

traduzione Gerardo Guerrieri

con Milvia Marigliano, Monica Piseddu, Arturo Cirillo, Edoardo Ribatto

costumi Gianluca Falaschi

luci Mario Loprevite

scene Dario Gessati

assistenti scenografo Elena Beccaro e Denise Carnini

 regia Arturo Cirillo

assistente alla regia Giorgio Castagna

 

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Scritto da oggiaparma