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Sabato 7 e domenica 8 maggio – “L’ultima partita”, debutto della produzione del Teatro del Cerchio dedicata alla SLA

L'ultima partitaPer chi non lo sapesse, la SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) è una malattia neurologica che colpisce i motoneuroni e, innescando un processo neurodegenerativo progressivo, porta alla compromissione (per il momento irreversibile) delle cellule nervose cerebrali e del midollo spinale che permettono i movimenti muscolari.

Sarebbe un conforto, seppur lieve, poter dire che si tratti di una malattia rara ma i dati non sono purtroppo così positivi: si stima che ogni anno, solo in Italia, circa 400 persone vengano colpite da questo terribile morbo, chiamato anche “ morbo di Lou Gehrig”. Ma chi era Lou Gehrig ? Sorprenderà sapere che costui non era uno scienziato o un luminare della medicina ma bensì, uno dei più famosi giocatori di baseball del mondo, che negli anni ‘30-‘40 stabilì alcuni record rimasti tuttora imbattuti e fu il primo sportivo di fama a cui venne riconosciuta la SLA.

La storia di questo campione dello sport, unitamente a quella privata dell’uomo e padre di famiglia, le sue tante vittorie e le inevitabili sconfitte, il rapporto con le proprie radici europee (i genitori erano austriaci trapiantati in America), quello con gli amati tifosi e, soprattutto, quello più difficile e doloroso con la terribile malattia che lo colpì, compongono la trama umana e teatrale di questa nuova, importante produzione del Teatro del Cerchio, dal titolo “L’ultima partita” in scena il 30 aprile, l’ 1, il 7 e l’8 maggio alle ore 21.00.

Uno spettacolo ambizioso che non vuole solo ripercorrere la vita del famoso giocatore ma nasce come un progetto – patrocinato da FIBS (Federazione Italiana Baseball e Softaball), Chiesi Foundation e Comune di Parma – per sensibilizzare su una malattia ancora poco conosciuta, informare sulla qualità di vita dei malati e dei familiari e, non da ultimo, contribuire a raccogliere fondi per la ricerca a favore di AISLA (l’Associazione indipendente fondata nel 1983 per sostenere i pazienti e le loro famiglie, nonché dare consulenza ad operatori del settore, che ha contribuito alla realizzazione dello spettacolo fornendo dati e materiale e che sarà presente con un banchetto informativo ad ogni replica).

Autore della sensibile scrittura drammaturgica, il direttore artistico del Cerchio, Mario Mascitelli (qui nelle vesti anche di regista e unico interprete), che da ben 13 anni affianca alla carriera artistica quella di allenatore nella Nazionale Juniores di Baseball, squadra campione europea in carica, oltre che facente parte dello staff della squadra di massima serie parmigiana . Una particolare consonanza personale con il mondo del baseball, determinata dalla lunga esperienza sportiva come giocatore prima e come allenatore poi, che saprà inusitatamente ma efficacemente coniugarsi con l’altra passione, quella per il palcoscenico, per restituire, in doppia quantità, emozioni e spunti su cui meditare tutti attentamente.

Perché Lou Gehrig era prima di tutto un uomo, con i suoi sogni e le sue debolezze, capace, sì, di giocare 2130 partite in stagioni consecutive (uno dei suoi record più significativi), di campeggiare eroicamente sulle figurine del baseball ma che, come tanti altri, fu costretto ad arrendersi alla malattia, a qualcosa che non era più possibile arrestare o respingere, come sul campo da gioco, con un colpo magistrale da battitore. Fu un uomo, tuttavia, dotato di una speciale forza interiore, che qui si vuole ricordare e omaggiare e che seppe, comunque, fargli dire, al termine della sua folgorante carriera e nel pieno della malattia, “Io sono un uomo fortunato”.

Per info e prenotazioni 331 8978682 – info@teatrodelcerchio.it

 

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Scritto da oggiaparma