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Tutte le domeniche di febbraio, torna “Tanto di cappelletto”

Manifesto 6x3In val Baganza è tempo di cappelletti.  Al via la quinta edizione di “Tanto di Cappelletto”, rassegna gastronomica dedicata a uno dei protagonisti delle tavole invernali parmigiane, che si svolgerà tutte le domeniche di febbraio nei ristoranti, agriturismi e pizzerie di Calestano (Parma)

Per quattro domeniche a febbraio (primo, 8, 15 e 22), sia a pranzo che a cena, le tavole renderanno omaggio ai cappelletti, pasta ripiena dalla forma di cappello, conosciuti anche come “anolini” o “galleggianti”, perchè serviti con buon brodo caldo, così piacevole durante le giornate invernali. Il più tipico piatto delle Feste appartiene al dna di ogni parmigiano ma è apprezzato anche dal resto del Belpaese, specialmente se fatto in casa secondo le ricette che ogni famiglia si tramanda di generazione in generazione. L’origine del cappelletto si perde nella notte dei tempi e se ne conoscono diverse varianti di fattura e ripieno spostandosi dall’Emilia alla Romagna. Una tradizione locale vuole che il secondo piatto di cappelletti debba essere gustato dopo avere allungato il brodo con mezzo bicchiere di vino rosso. Tuttavia dopo averli gustati e apprezzati, con o senza vino, si consiglia di proseguire con i bolliti che hanno concorso a realizzare il brodo dei cappelletti, serviti con deliziose salse o con altre prelibatezze del territorio.

Dove gustare i cappelletti: ristorante Mantovani (tel. 0525.52118), ristorante La Lanterna (tel. 0525.520129), ristorante Fontana (tel. 0525.52155) e Dream Cafè -Pizzeria (tel. 0525.520113) a Calestano, Agriturismo Casale Eldoro a San Remigio di Calestano (tel. 0525.528224-cell.393.9136151) e Ostaria Ca’ d’Angel a Ravarano di Calestano (Tel. 0525.529133). E‘ consigliata la prenotazione.

Gli amanti della natura e delle escursioni potranno abbinare alla buona tavola escursioni in zona, sia a piedi scegliendo tra le proposte di una fitta rete sentieristica che porta a raggiungere i luoghi più interessanti come i Salti del Diavolo, le piccole grotte di Iano, il monte Scaletta e il monte Bosso. Oppure in bicicletta seguendo le indicazioni per il Grande Giro in Mountain Bike che collegano capoluogo e frazioni. Un’immersione nei boschi di pino silvestre, querce, carpini e faggi sormontati da un cielo punteggiato di tanto in tanto da poiane, gheppi o sparvieri.

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Scritto da oggiaparma