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Venerdì 19 e sabato 20 febbraio, Jekyll e Hyde al Teatro del Tempo

DSC_1552+19-20 febbraio 2016, ore 21.00

JEKYLL E HYDE

uno strano caso tratto dal romanzo di Robert Louis Stevenson
drammaturgia Emanuele Aldrovandi
con  Luca Cattani, Cecilia Di Donato, Marco Maccieri, Marco Merzi, Marco Sforza, Alessandro Vezzani
scene Antonio Panzuto
realizzazione scena Donatello Galloni e Alice Benazzi
costumi Francesca Dell’Orto
disegno luci Fabio Festinese
musiche originali eseguite dal vivo da Marco Sforza
regia Marco Maccieri e Angela Ruozzi
produzione Centro Teatrale MaMiMò

Jekyll & Hyde – uno strano caso, tratto dall’omonimo romanzo di R. L. Stevenson, drammaturgia di Emanuele Aldrovandi, andrà in scena al Teatro del Tempo venerdì 19 e sabato 20 febbraio alle ore 21. Lo spettacolo racconta la storia del dottore inglese Henry Jekill che, in seguito ad alcuni esperimenti condotti con l’obbiettivo di separare – all’interno di un singolo uomo – il “bene” dal “male”, inizia a trasformarsi in un doppelganger: Edward Hyde.

Se Jekyll è un rispettato medico, con una serena vita sociale e una tranquilla cerchia di amici, Hyde è un disgraziato che vaga per le strade di Londra seminando disprezzo, commettendo delitti e – all’apice della noncuranza per il prossimo – si macchia di un omicidio per futili motivi. Uno strano testamento e alcune lettere di Jekill, però, iniziano a insospettire i due amici, Utterson e Lanyon, che cominciano a indagare e finiranno per scoprire – quando sarà troppo tardi per salvarlo – il segreto del dottore.

“Il pensiero novecentesco ha reso molto più fluidi e indefiniti i confini fra “bene” e “male” e questo – spiegano i due registi Maccieri e Ruozzi – invece di far diventare il romanzo di Stevenson in un qualche modo datato, rende se possibile ancora più attuale il tentativo del dottor Jekill di isolare almeno una delle due estremità in cui sembra dividersi l’anima umana. Cos’è il male? È interessante leggere nella prefazione dello stesso autore che Stevenson non identifica il male con la voluttà o, semplicemente, con il cedere ai propri istinti, ma è alla ricerca di qualcosa di più atavico… una certa luce negli occhi, un atteggiamento che potrebbe essere nominato in tanti modi e che lambisce i concetti di “viltà”, “egoismo”, “disprezzo”, “odio”, “invidia” eccetera, ma che non può in nessun modo essere riassunto da nessuno di essi. Il male è forse qualcosa di innominabile e inesprimibile, tanto quanto il bene o il concetto di divinità.

Sul palco, accanto all’intera compagnia MaMiMò, salirà anche l’istrionico cantautore reggiano Marco Sforza, che cercherà, attraverso le musiche composte appositamente per lo spettacolo, di ricreare la Londra dell’Ottocento, quella inquinata e malavitosa di Jack Lo Squartatore, ma anche quella di Darwin e del progresso scientifico, dove cresce il pensiero che l’uomo può controllare e dominare la sua vita e la natura. Per informazioni: 340 3802940

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Scritto da oggiaparma