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Venerdì 21 novembre – Il vino, tra arte e sapori, degustazioni alla Rocca Sanvitale di Sala Baganza

IN VINO ARS RENOIRDegustare i vini abbinati a piatti selezionati e… all’arte! È questa l’idea della rassegna “Il Vino nell’arte, saperi e sapori”, il ciclo di incontri, a cura della storica dell’arte Eles Iotti, che si tiene nella Rocca Sanvitale di Sala Baganza, proprio nella sede del neonato Museo del Vino, per promuovere la cultura del territorio unendo l’arte antica e moderna. Mentre si degusta, la storica racconta opere legate al tema della serata, unendo arte, storia, cultura e usanze legate al vino nella rapprensentazione artistica.

Ultimo appuntamento della rassegna, venerdì  21 novembre, “Vino  AD LIBITUM… !”, rappresentazioni ed interpretazioni dell’ ubriachezza, pretesto per elaborare attraverso il grottesco l’esperienza dionisiaca che rifiuta le regole della ragione (degustazione: ciccioli, gras pist, lardo, prosciutto e strolghino. Lambrusco e vino rosso fermo).

 Quote di iscrizione: 20 € a lezione. Tre lezioni 55 €.

Per prenotazioni: Iat 0521/331342 – iatsala@comune.sala-baganza.pr.it

 Gli incontri “Il Vino nell’arte” hanno l’obbiettivo di portare all’attenzione, attraverso la cultura visiva, alcune considerazioni sull’uso rituale e simbolico del vino e comprenderne il significato nell’atto sociale del consumarlo in simposio. Avvicinare il pubblico ad una piena esperienza sensibile, stimolarlo a guardare con più attenzione i particolari di un opera d’arte per godere di scoperte inaspettate e assaporare più a fondo l’anima di un dipinto.

Per gli storici dell’arte la coltura del vino e la pratica del vinificare hanno costituito un grande indizio di civiltà basti pensare alle preziose pitture vascolari greche o agli importanti corredi funerari etruschi per servire il vino a banchetto.

Il vino assume presto il ruolo di bevanda rituale, elemento protagonista nello spazio e nella vita sociale e religiosa dell’uomo.  Per questo l’intelligenza dell’arte e del mecenatismo ne hanno fatto un dettaglio importante di tante rappresentazioni artistiche.

Nella pittura del Medioevo e del Rinascimento l’uva e il vino sono state presenze semplici ed essenziali hanno spesso rappresentato l’autunno e la ciclicità delle stagioni e hanno rivestito una funzione di attributo di certe scene. E’ a partire dal ‘600 che la trasposizione in immagini pittoriche del vino in brocche e bicchieri diventa protagonista in quanto parte imprescindibile di un genere: quello della Natura morta. Sarà così che Il motto In vino veritas si tradurrà In vino vanitas: e gli acini di uva, come la figura di Bacco, rivestiranno valori cristologici e morali.

Dopo la Riforma a partire dal barocco la cultura artistica documenta nuove epoche in cui la vita assume ideali profondamente legati ai piaceri dei sensi e dunque all’uso di essi non più per una conoscenza del mondo circostante, ma piuttosto per una sua “consumazione”. E’ l’ora del trionfo della favola pagana di Bacco-Dioniso e di tutto ciò che di eccitante e trasgressivo il buon vino promette. Attraverso la cultura visiva si afferma nel tempo la dipendenza della natura dall’uomo e non viceversa come era stato invece alle origini.

 

 

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Scritto da oggiaparma